sentieri natura
Per gli
amanti della natura e delle passeggiate a piedi, da qualche tempo grazie
alla Comunità Montana Alto Sebino sono stati realizzati dei "sentieri
verdi" sia sul territorio comunale di Solto Collina che in quello dei
comuni facenti parte della Comunità montana. Il sentiero NATURA DEL SEBINO
(CM1) è quello che per estensione (17 Km) si dirama per circa il 70% sul
territorio di Solto di conseguenza il più importante per chi passando da
Solto , decide di fare una passeggiata nel verde. Il sentiero prende il
via da Riva di Solto nelle vicinanze del campeggio 30 Passi e sale
attraverso la vecchia mulattiera fino a Xino. Giunti a Xino le indicazioni
CM1 ci portano su un altra mulattiera in ciottolato che ci porta ad
incrociare la strada principale che conduce a Fonteno. Arrivati nella
piazza di Fonteno prendiamo la prima a destra e saliamo verso il comune
per poi lasciare la strada asfaltata e immetterci, sempre verso destra, su
una strada di sabbia bianca che per un lungo tratto prosegue pianeggiante
per poi scendere verso Solto Collina. Proseguiamo fino a raggiungere di
nuovo sulla strada asfaltata che collega Solto a Fonteno. Percorso un
piccolo tratto di quest'ultima in direzione Solto Collina raggiungiamo il
fontanino di Sales, dove vi è offerta la possibilità di effettuare una
pausa e di rinfrescarvi grazie alla frescura tipica del posto. Proseguendo
per l'itineraio del Sentiero Natura imbocchiamo la strada sterrata nei
pressi di una Santella e proseguiamo passando dalla frazione Dosso dove è
possibile vedere la Casa Torre dal sapore medioevale, proseguendo il
cammino incontriamo via Campaer che attraversa l'intero centro storico di
Solto da qui ci immettiamo in via dell'Orsolino che ci conduce
direttamente sulla strada che porta ad Esmate. Imbocchiamo lo sterrato che
ci porta nella Val Doia. Attraversata una piccola valletta seguendo le
indicazioni CM1 ci troveremo nuovamente sulla provinciale e in poco tempo
nelle vicinanze di Esmate, ci dirigiamo una volta superate alcune
abitazioni di nuova costruzione deviamo a destra salendo verso il monte Nà.
Nei pressi di un bivio con una strada in cemento si devia verso destra su
un sentiero pianeggiante che ci porterà fino all'oratorio di S. Rocco,
proseguiamo tenendo la destra saliamo verso S. Defendente. Giunti a S.
Defendente ci meritiamo un'altra pausa e qui possiamo godere del
bellissimo paesaggio. Da S. Defendente scendiamo verso Solto Collina
tenendo la sinistra, procediamo per una strada sterrata fino a raggiungere
la strada comunale asfaltata. Tenendo ancora la sinistra per una ventina
di metri poi a destra raggiungiamo il piccolo abitato di Furmignano. Sulla
nostra destra troveremo alcuni edifici di nuova costruzione subito dopo
teniamo la destra imboccando un sentiero sterrato e pianeggiante per poi
voltare a destra fino a raggiungere una ripida discesa di cemento.
Superata quest'ultima deviamo a sinistra godendo della bellissima vista
che già da un pò ci accompagna scendiamo verso Zorzino fino a raggiungere
la strada provinciale. Proseguiamo per circa 300 metri in direzione Riva
di Solto e deviamo a destra lungo la via Cimitero per poi raggiungere il
punto di partenza.
LE
VALLI DI FONTENO (segnavia cm 3)

Fonteno - Santello - Prati dei Sanc - Fudrighì - Camonga - Largù -
Coletto - Fopa del Col - Mut del Biosca - Fonteno -
Lunghezza: 11 km - Dislivello: 641 metri -
Tempo di percorrenza: 6 ore - Difficoltà media, impegnativo
Fonteno, adagiato su una sorta di balcone naturale che si affaccia sul
lago e sulla Vallecamonica, è il punto di
partenza del nostro itinerario. Tipico borgo montano ha nei colli posti
alle spalle del paese l'attrattiva principale. Sui magnifici declivi che
gli fanno da corona vi sono tante cascine quanti sono i giorni
dell'anno, sono tutte abitate ed è ancora possibile trovarvi deliziose
formaggelle, formaggi profumati e stracchini.
Qui la vita è scandita dal ritmo delle stagioni, ed anche se molti
scendono a valle negli stabilimenti, mantengono l'impegno della terra,
della fienagione, del bestiame.
Due le chiese, una molto piccola dedicata a San Rocco, la seconda,
Parrocchiale, dedicata ai Santi Faustino e Giovita conserva pregevoli
opere lignee del Fantoni. Lasciato il mezzo meccanico sulla piazza del
paese, si attraversa tutto il centro storico sino alla Piazza Vecchia.
Continueremo, lasciandoci alla sinistra la Chiesa di San Rocco, salendo
verso la parte alta del paese sino a che la strada asfaltata si
trasformerà in una mulattiera in acciottolato. Questo è l'inizio della
mulattiera del Torrezzo, che collega diverse località dai toponimi molto
caratteristici e praticamente inalterati da secoli. Appena iniziato il
percorso ampi scorci sulla Valle del Barca ed i suoi bellissimi boschi
ci danno la certezza di percorrere un itinerario in una natura
incontaminata dove tranquillità, silenzio e aria pura regnano sovrani.
Addentrandoci nella valle dapprima si tocca il Santello (q. 701 m slm.),
deliziosa chiesetta alpestre in pietra
recentemente restaurata. Camminando tra boschi di faggio, frassino,
roverella e nocciolo che ci tolgono la visuale sulla vallata si giunge
in località Mut (q. 795 m slm.). Qui un bivio ci permette, qualora si
tenga la destra, di portarci presso un'azienda agristuristica dove
potremo gustare piatti tipici ed acquistare latticini e salumi nostrani,
proseguendo in piano ci addentriamo ulteriormente nella vallata.
Superata una leggera salita e mantenuta la destra ad un bivio, ai nostri
occhi si apre un panorama di pascoli e cascine indimenticabile. Stalet
del Biosca, Mut, Dis, Stalet de Dis, sono i toponimi di cascine e
costruzioni rurali di rilevante pregio ambientale. Una ricerca e una
pubblicazione, curata dall'Amministrazione Comunale, narrano la storia
di queste cascine la cui caratteristica è quella di avere ognuna una
cisterna, rotonda o rettangolare, per consentire la raccolta dell'acqua
piovana. Tutti gli edifici mantengono la caratteristica architettura
rurale con la stalla ed il soprastante fienile, accanto il Silter, per
conservarvi prodotti del latte e la Casina per l'abitazione del
contadino. Ancora oggi, se pur ristrutturate e dotate di comodità
conservano questa struttura e sono abitate durante tutto il periodo
estivo per l'alpeggio del bestiame. Ora la strada prosegue in piano,
accompagnata da una staccionata verso valle e da muri in pietra a monte,
lungo i prati di Sanc (q. 877 m slm.). Ampie vedute sulla valle del
Barca e castagni secolari caratterizzano questo tratto del percorso.
Superate le località Fudrighì e Santel Falsegn in breve giungeremo
presso una captazione dell'acquedotto di
Fonteno (q. 921 m slm.), qui prenderemo la strada che salendo si inoltra
nelle fitte abetaie e ci porterà alle cascine di Camonga a
quota 1024. Il sentiero e divenuto ora una agevole strada forestale che,
attraversando il rimboschimento del Largù, ci permetterà di guadagnare
il colle per portarci sino alla località Colletto a quota 1281.
Un monumento eretto a memoria dei partigiani caduti nella guerra di
liberazione ci indicherà il raggiungimento della meta. Ampia la veduta
su tutte le valli di Fonteno, la Vallecamonica, sui prati di San Fermo,
sulle Orobie e sul monte Torrezzo alle nostre spalle.
Il ritorno potrà avvenire per sentieri diversi o lungo lo stesso
percorso effettuato a ritroso.Tenendo a Sud-Est lungo i crinali ci si
porta verso la Pendola e successivamente alla vetta del monte Creò
(seguendo il segnavia CM 2) dalla quale si ridiscende verso Foneno.
Mantenendoci in quota ripercorrendo un tratto del sentiero percorso
nella salita ci porteremo
verso il Casì del Torès, entrati nel grande bosco del Brugai
transiteremo sotto la vetta del Monte Sicolo (q. 1275 m slm.),
toccheremo la Località Fopa del Col (q. 1202 m slm.) sino ad incontrare
la strada del Brugai che ci porterà agevolmente sino al Mut del Biosca e
di
nuovo sulla mulattiera del Torrezzo percorsa in salita. Da qui
ritorneremo verso l'abitato di Fonteno.
SENTIERO
FLAVIO TASCA (segnavia: CM2)

Colle di Caf - Punta del Bert - Fonteno - Calzano - Dosso - Solto
Collina - Furmignano - Apostoli - San Lorenzo - Monte Cala - Bossico -
Ceratello - Ciar - Stramazzano - Prati di Onito - Pozza d'Aste
Lunghezza: 27 km - Dislivello: 930 metri
Tempo di percorrenza: due giorni con pernottamento in agriturismo -
Difficoltà: Media, impegnativo
Chiamato anche SENTIERO DEI CAVALLI, attraversa tutta la Comunità Montana
dell'Alto Sebino. Ben segnalato da apposita cartellonistica, spesso si
innesta su altri itinerari toccando punti paesaggistici di notevole
interesse che offrono scorci stupendi sul bellissimo territorio
dell'Alto Sebino. Entra nella nostra zona dal Colle di Caf (q. 1250 m
slm.), nel territorio del Basso Sebino, scendendo lungo un comodo
sentiero che aggirando la Punta del Bert (q. 1025 m slm.) conduce al
paese di Fonteno.
Questo primo tragitto si snoda, tra boschi di castagno e prati a
pascolo, mantenendo sulla destra il Monte Creò distinguibile dalla
presenza, sulla sommità, di un'antenna ripetitore della RAI. Ricalcando
il tracciato della Comunale per Vigolo e Parzanica e toccando le
località LOF, CADIL e TUF si entra nell'abitato di Fonteno. La
vegetazione che ci circonda annovera esemplari di Tasso, Querce e
Carpini che certamente celano la presenza della Volpe Rossa, della Faina
e dei simpatici Scoiattoli. Nella penombra del sottobosco potremo
trovare una flora molto particolare. Lungo la discesa gli scorci che, in
limpide giornate, si godranno, sulla vallecamonica, il lago d'Iseo, la
val Borlezza e la Presolana ci ripagheranno della fatica.
Giunti in piazza di Fonteno, proseguiremo seguendo il segnavia CM 1
verso la località Calzano per poi scendere verso la località Dosso del
Comune di Solto Collina. Da questa località, deviando verso la zona
industriale ci porteremo ad imboccare Via Peser. Seguendo questa antica
strada riprenderemo il Sentiero Flavio Tasca che, proveniente dalla Val
Cavallina, ci riporterà al suo punto di partenza in Comune di Credaro
nel Basso Sebino. Il nostro tracciato prosegue attraversando l'abitato
del Dosso seguendo il segnavia
CM 1 sino a trovarci sulla destra l'indicazione di Via Campaer e
successivamente Via Castello. La pecorreremo ammirando sulla sinistra le
strutture del Castello per incontrare la strada asfaltata per Esmate nei
pressi della Parrocchiale Imboccata Via Fradesco la pecorreremo sino al
bivio per Via Apostili. Mantenendo la destra si defila un gruppo di
costruzioni recenti per riportarci sul tracciato del Periplo del Monte
Clemo (CM 9). Il sentiero torna sterrato e dopo una curva il nostro
sguardo potrà spaziare su tutto il sebino. Di fronte la Corna dei Trenta
Passi, sulla destra il lago con Montisola, a sinistra la Valle Camonica
sino alle propaggini del massiccio dell'Adamello. Proseguiremo in piano
sulla costa del Monte Gre lungo il sentiero panoramico. Sotto di noi le
guglie verticali del Bogn di Zorzino. Il paese di Castro, con la punta
sucui sorgono le Acciaierie della Terni, ci porta alla deviazione, nei
pressi della chiesetta di San Lorenzo (q. 325 m slm.), per il
ricongiungimento con la SS. N°. 42. La si attraversa in località
Poltragno e si prosegue verso il convento dei Capuccini lungo Via
S.Maurizio. Seguendo le indicazioni del CM 2 e deviando a sinistra, dopo
aver superato due bacini di accumulo della centrale di Poltragno, si
raggiunge una comoda mulattiera che ci porta verso il Monte Cala. Con i
suoi 615 metri di quota, il Santuario di San Giovanni è un ottimo punto
panoramico su tutto l'Alto Sebino e sull'Alta Val Cavallina sulla Bassa
Vallecamonica. Dopo una sosta ristoratrice presso il Santuario dove è
possibile assaporare piatti tipici della cucina bergamasca, riprendiamo
il cammino lungo la mulattiera per portarci verso l'abitato di Bossico.
Guadagnata la periferia del paese, si devia verso la frazione Ceratello
di Costa Volpino. Il sentiero, quasi in piano comodo, attraversa boschi
di rovere e faggio mantenendosi in quota. Attraversando il paesetto si
trova, sulla destra, la casa di Don Alessio Amighetti. Persona umile, e
di umili origini, unicamente
sorretto dalla volontà personale e dall'amore per la propria terra, di
venne un famoso studioso e scrittore della geologia della zona.
Superato Ceratello si prosegue verso la località Ciar (segnavia CM 5).
Nei pressi di un cascinale, ora trasformato in ristorante dove ci sarà
possile sostare o pernottare, si noterà una lapide a ricordo dei Tredici
Martiri, un gruppo di partigiani che qui vennero catturati e
successivamente fucilati in paese a Lovere. Riprendendo il cammino lungo
una ripida mulattiera. che si diparte nelle vicinanze del
ristorante proseguiamo per Stramazzano (segnavia CM 2) e da qui per
l'altopiano di Bossico che raggiungeremo passanndo a lato
dell'Agriturismo 5 Abeti. Inutile ricordare che prodotti tipici e cucina
casalinga caratterizzano questi punti di sosta.
Attraversando per comode mulattiere le fitte abetaie dell'altopiano,
giungono i prati di Onito (q.1025 m slm.) in comune di Bossico
Splendido il panorama che si può ammirare da, quest'ultima località
costituita da un gruppo di cascine incastonate tra verdi pascoli
di aghifoglie. Si incrocia il Segnavia CM 5 e seguendo il tratturo si
perviene alla località Pozza D'Aste. Una radura tra il verde con un
laghetto ed una chiesetta ci invitano ad una sosta, favorita anche
dall'area attrezzata predisposta dal Cornune. Si prosegue, sempre su
comoda ed ombreggiata mulattiera, verso il Monte Torrione, che
percorreremo sul suo fianco, e si entra in Valle Seriana. Da Pozza
d'Aste, percorrendo il percorso del segnavia CM 5 si ritorna all'abitato
di Bossico. Mezzi di comunicazione pubblici ci potranno riportare a
Lovere.
PERIPLO
DEL MONTE CLEMO (segnavia: CM9)

Valle del Freddo - Esmate - Monte Na - Monte Clemo - San Rocco - San
Defendente - Furmignano - Apostoli - Ploc di Gre - Varandino - Valle del
Freddo.
Lunghezza: 13 km - Dislivello: 460 metri -
Tempo di percorrenza: 6 ore
Difficoltà: Facile
L'ambiente ed il clima mite dovuto alla presenza discreta
del lago, fanno delle zone toccate da questo sentiero dei veri e propri
scrigni naturalistici con specie botaniche particolarissime e molto
rare. L'itinerario prende il via nelle vicinanze della Riserva Regionale
della Valle del Freddo. Il notevole interesse naturalistico di quest'area
è dato dalla presenza di oltre 30 specie vegetali tipiche della flora
alpina, e quindi di alta quota, ad un'altitudine media di soli 360 mt
sul livello del mare. Le sue modestissime dimensioni, 800 metri circa di
lunghezza e 200 di larghezza ne fanno un'oasi naturale di notevole
importanza, unica nel suo genere e di grande valore scientifico.
(Per info vedi pag "Valle del freddo")
Il sentiero che noi seguiremo tiene la sinistra passando in fregio ad
una costruzione e prosegue su uno sterrato immerso in boschetti di
nocciolo, frassino e qualche larice. La zona è ricchissima di specie
botaniche rarissime da rispettare. In breve giungeremo ad una radura
attrezzata con tavoli e panche da picnic (q.370 m slm) qui potremo
decidere il senso di percorrenza dell'itinerario.
La descrizione è riferita alla percorrenza in senso antiorario. Superato
lo scalandrino che immette sul percorso didattico il sentiero, in
leggera discesa, ci porta all'ingresso della Dolina Principale della
Riserva. Supereremo anche questo punto e procederemo in salita lungo il
fianco sinistro della Valletta del freddo. Lo stradello è immerso in una
florida vegetazione di nocciolo e frassino con presenze faunistiche
quali la volpe rossa, la lepre, lo scoiattolo, il ghiro, il moscardino,
il tasso e sempre più frequente il capriolo.
Questo è il tracciato di un antichissima strada romana che permetteva di
portare il minerale di ferro proveniente dalle cave della Val Seriana al
porto di Riva di Solto. Il segnavia da seguire è il CM 9 ed in
breve ci condurrà alle spalle dell'abitato di Esmate lungo Via Santa
Lucia (q 580 m slm). Mantenendoci alle spalle del paese inizieremo la
risalita del monte Na (q 708 m slm), che ci permetterà di spingere lo
sguardo su tutta l'alta Val Cavallina e la Val Borlezza. Noccioli e
castagni ci accompagnano sino alla parte superiore del Canalone dei Cani
(q 686 m slm). Dopo una sosta, necessaria per osservare la particolarità
dell'ambiente che ci circonda, riprenderemo il cammino lungo il
tracciato di una strada forestale. Percorsi pochi metri, noteremo sulla
nostra sinistra la traccia di uno stradello, lo percorreremo ed in breve
ci ritroveremo su uno splendido sentiero che, pianeggiante, ci
permetterà di effettuare un anello attorno alla vetta del Clemo
affacciandosci sulle Valli Cavallina e Borlezza, sulla sottostante Valle
del Freddo e suglia abitati di Sovere e Pianico. Dopo essere tornati
sulla mulattiera, salendo mantenendo la nostra destra ci porteremo sulla
vetta del vicino monte Clemo (q 800 m slm). Da qui lo sguardo spazia
dalle vette delle Prealpi Orobie a quelle del massiccio dell'Adamello,
della val Borlezza alla Valcamonica a tutto l'Alto Sebino.
Ridiscesi riprenderemo l'itinerario, riportandoci al Canalone dei Cani
da dove, scendendo verso sinistra, percorreremo una strada forestale
sino ad incrociare la comunale per il Cerrete nelle vicinanze della
chiesetta di San Rocco (q 620 m slm) Da questa località ripercorremmo un
tratto del Sentiero Natura del Sebino sino al santuario di S. Defendente
(q 674 m slm).
Dopo una sosta per osservare lo splendido panorama, torneremo sui nostri
passi per una ventina di metri e piegheremo verso sinistra scendendo per
una strada sassosa e scomoda fino ad incrociare Via degli Apostoli.
Siamo ad un bivio, prendendo la destra in breve ci troveremo sulla
comunale per Esmate e potremo ritornare verso via Santa Lucia,
svoltando a sinistra scenderemo verso la località Furmignano e
continueremo il periplo del monte Clemo. Nei pressi di una vecchia casa
in pietra troveremo via Furmignano. E' questa una strada sterrata che,
deviando a sinistra e scorrendo pianeggiante tra cespugli di nocciolo e
betulle ci porta verso la località Apostoli. Superate alcune
costruzioni, incontreremo via Giovanni XXIII, deviamo a sinistra verso
un agglomerato di nuove costruzioni dopo un breve tratto in forte
discesa giungeremo ad una traccia di sentiero chiusa da una catena. Qui
il segnavia CM 9 ci indicherà di percorrerla ed in breve ci troveremo
sopra le guglie a strapiombo del Bogn di Zorzino. Questi curiosissimi e
incantevoli luoghi offrono un affascinante quanto inquietante spettacolo
formato da lame di roccia strettissime, da gole, burroni ed anfratti
rocciosi che si susseguono quasi initterrotamente per precipitare
improvvisamente nelle acque del lago che qui si incupidiscono assumendo
una colorazione verde smeraldo. La forte emozione che queste guglie e
strapiombi trasmettono si placcherà allorchè, doppiato il costone
roccioso, si aprirà di fronte a noi il grandioso paesaggio che godremo
attraversando il brullo fianco del Monte Gre. La Vallecamonica, il
Sebino, le vette dell'Adamello, Monteisola ci appariranno come in un
quadro i cui colori cangianti, sopratutto in autunno, si stemperano
nelle azzure acque del lago. Camminando agevolmente in piano ci
porteremo al Ploc di Gre. Da qui scendendo a destra volendo si
raggiungerà Castro, proseguendo in piano entreremo nei castagneti del
comune di Pianico. Siamo ora sul fianco del Monte Clemo che guarda verso
la val Cavallina ed il paese di Pianico appare e scompare tra le fronde
che racchiuduno il tracciato conferendogli un che di misterioso.
Superata la località Varadino in breve giungeremo alla Valle dei cani e
successivamente alla valle del Freddo chiudendo l'anello.
SENTIERO NATURA DEL SEBINO (segnavia CM 1)
Riva di Solto - Zangolo - Xino - Fonteno - Calzano - Fontanì de Sales -
Dosso - Solto Collina - Val Doia - Esmate - San Rocco - San Defendente -
Furmignano - Apostoli - Gargarino - Riva di Solto -
Lunghezza 17 km - Dislivello 411 mt -
Tempo di percorrenza: 7 ore - Difficoltà: media
II territorio interessato dal percorso principale è quello dei Comuni
di Riva di Solto, Solto Collina e Fonteno, sui versanti esposti a
Sud-Est delle pendici del Monte Boario Monte Clemo, del Monte Na e della
Colma di S. Defendente che delimitano i dolci declivi dell'Altipiano di
Solto Collina II "SENTIERO NATURA DEL SEBINO", prende avvio dal
parcheggio, di un nuovo insediamento abitativo, in corrispondenza del
ponte sulla valle di S.Rocco nell'abitato di Riva di Solto (q. 200 m slm.).
Un guado permette lo scavalcamento della valle, a prevalente regime
torrentizio, e l'innesto del percorso sull'antica mulattiera, di origini
romane, che sale verso l'abitato di Xino. Per un lungo tratto, sino alla
frazioncina di Zangolo (q. 332 m slm.), il sentiero corre alto sulla
valle di S. Rocco, con scorci sul Sebino, e sulla Corna dei Trenta
Passi. La geologia dei luoghi che percorre è caratterizzata dalle
formazioni triassiche, riferibili al Retico Inferiore (circa 200 milioni
di anni fa), delle Argilliti di Riva di Solto. Questa formazione
costituita prevalentemente da Argilliti e Marne argillose di colore più
scuro che include pure in alcuni casi Calcari Marnosi di un colore scuro
e molto compatti, si è depositata sul fondo di un tranquillo mare che in
quel periodo ricopriva tutta la Lombardia. Giunti al gruppo di cascine
che costituiscono la località Zangolo, il sentiero si biforca.
Proseguendo verso destra ci si immette sull'anello che torna a Riva di
Solto, proseguendo verso sinistra si percorre il sentiero di
collegamento che porterà sino all'abitato di Xino.
VARIANTE RIVA-SOLTO COLLINA - RIVA (segnavia CM 10)
Superato l'insediamento con una leggera salita guadagniamo quota per
proseguire, quasi completamente in piano, in un'ambiente costituito da
castagneti e radure a pascolo cosparse di cascine e stalle. Con agevole
percorso si raggiunge la località Dosso (q. 425 m slm) a valle
dell'abitato di Solto Collina. E' questo un antico borgo medievale di
cui ancora ben visibile è l'antico castello, che si apre a scorci sul
Sebino, con vista del lago sino ad Iseo, e sulle montagne della sponda
Bresciana che lo racchiudono. Geologicamente il percorso percorre ora i
resti di antiche morene glaciali, testimonianze del passaggio, durante
la glaciazione, Vurmiana, delle lingue glaciali dell'Adamello. La
morena, costituita da detriti e materiali di vario tipo è qui ricoperta
da verdi prati utilizzati per lo sfalcio estivo
del fieno e per il pascolo, il terreno detritico e quindi ben drenato si
presta pure alla viticoltura ed olivicoltura. Famosi sono i vini e gli
oli del Sebino che anche a Solto Collina hanno degli ottimi
rappresentanti. Giunti all'inizio di uno stradello asfaltato, mantenendo
le indicazioni del segnavia CM 10, si piega verso destra seguendo un
torrentello. Il percorso inizia ora a scendere percorrendo un
sentiero tra cespugli di nocciolo. Facilmente osservabili le tracce
della presenza del Moscardino. Di colore rosa e molto grazioso questo
animaletto, di abitudini notturne, è un assiduo abitatore dei noccioleti,
ed un poco ovunque, lungo il sentiero, è possibile trovare traccedei suoi banchetti. Dopo un breve tratto, fiancheggiato da vigneti, ci
si innesta su una vecchia mulattiera che scende verso Riva di Solto.
L'aspetto paesaggistico di questo ultimo tratto è di notevole bellezza.
L'ambiente attraversato, uliveti, vigneti e prati a pascolo non
disgiunto dai colori dei giardini delle innumerevoli cascine
ristrutturate e villette che si affacciano sul percorso, rendono quest'ultimo
piacevolissimo e di grande interesse naturalistico. Raggiunta la
frazione di Gargarino, prima di incontrare il campo di calcio, si
prosegue, mantenendo la direzione segnata dalla vista del campanile,
lungo un tratto di mulattiera fiancheggiata da muri a secco che in breve
si trasforma in sentiero (riprendere segnavia CM 1). Dopo un breve
tratto esposto su una valletta secondaria, passando a lato di orti e
giardini che offrono nei vari periodi di fioritura uno spettacolo di
colori e profumi, il sentiero raggiunge una scalinata che porta sulla
Provinciale per Solto Collina nei pressi della Parrocchiale. Si scende
verso l'abitato e superato il ponte sulla Val Terlera si procede a destra sino al parcheggio dove avevamo lasciato
l'automobile. Al bivio di Zangolo, proseguendo invece a destra (segnavia
CM 1), il Sentiero Natura percorre una mulattiera in trincea tra i muri
a secco che delimitano prati e coltivazioni verso il
lago e la scarpata che delimita il bosco, prevalentemente a castagneto,
della parte soprastante. Lungo questo tratto, con magnifica vista sulla
testata della Valle Camonica, la geologia del suolo subisce un
cambiamento, lasciate infatti le Argilliti di Riva, ci si porta su una
formazione, che dal Retico inferiore giunge sino al medio, denominata
Calcari di Zù. E' prevalentemente costituita da Calcari Marnosi molto
compatti di colore vario, dal grigio nocciola al grigio-nero, con
spessori di stratificazione maggiori, rispetto alle argilliti,
intercalati, come ben visibile anche lungo la Provinciale per Sarnico,
damarne ed argilliti di colore molto scuro. Tra il verde dei castagni ci
tengono compagnia la presenza della Ghiandaia, del Ciuffolotto, il
Crociere, il Regolo ed il Fiorrancino, il Tordo ed il Merlo. Giunti a
Xino (q. 481 m slm.), grazioso borgo di antichissime origini,
testimoniate dalle tipologie edilizie tradizionali, potremo osservare,
in località Vanina, le storiche fontane con involto in tufo. Il segnavia CM 1
ci invita a continuare su mulattiera in acciottolato che ci porterà
all'incontro con la provinciale (q. 580 m slm.) per proseguire verso il
grosso borgo di Fonteno. Percorso un tratto su ques'ultima si giunge
sulla Piazza principale del paese. Tipico borgo montano. Fonteno,
conserva tratti di architettura rurale bergamasca molto particolari ed
uno splendido ambiente che lo circonda. Di antica tradizione la
distillazione di grappe profumate ed arricchite da bacche ed erbe di
monte. Superata la piazza del paese, svoltando a destra si prosegue in
leggera salita, passando davanti al Municipio, verso la località
Calzano. Lasciata la strada asfaltata, si devia verso destra su una
strada bianca e si prosegue sino ad incontrare la valle che scende al
Colle del Luen (q. 610 m slm.). Il sentiero prosegue a mezza costa per
un tratto e successivamente inizia la sua lenta discesa verso l'abitato
di Solto Collina. Questo tratto si mostra particolarmente selvaggio si
snoda tra castagni e faggi in un bosco molto suggestivo, con la presenza
di numerose piazzole utilizzate nel passato per la produzione del
carbone di legna con i caratteristici POIAT.
La vegetazione annovera bellissimi esemplari di Agrifoglio, così come il
Faggio, la Roverella, il Carpino Nero, l'Abete Rosso ed il Pino
Silvestre. Il sottobosco è ricco di prelibati funghi tra i quali
ricordiamo il ricercatissimo Boleuts Edulis Interessanti anche le
presenze faunistiche si segnala il Capriolo, preda assai ambita e spesso
cacciato anche fuori stagione. Scendendo tra castagni e faggi il
sentiero svincola sulla Provinciale nei pressi del Fontanino di Sales
(q. 481 m slm) in comune di Solto Collina. E' necessario, a questo
punto, seguire per un tratto la provinciale per Fonteno, sino al
congiungimento, nei pressi di una Santella (q. 473 m slm.) con una
mulattiera in acciottolato che prosegue, sfiorando la frazione Dosso
ricca di testimonianze medioevali, sino ad incontrare Via Campaer,
percorrendo la quale si attraversa per intero, avendo così modo di
apprezzarlo, il centro storico di Solto Collina. Imboccata Via
dell'Orsolino e camminando tra giardini fioriti e
storiche abitazioni si giunge sino alla Provinciale per Esmate.
Attraversatola si imbocca uno sterrato in leggera salita che, tra i
cespugli di biancospino e di nocciolo, ci porta verso la Val Doia (q.
480 m slm.). La geologia di questi luoghi è rappresentata da sfasciumi e
detriti morenici qui depositati, durante l'ultima glaciazione Wurmiana,
dal ghiacciaio Camuno dell'Adamello che, dopo aver modellato l'altipiano
di Solto si gettava in Val Cavallina. La morena, di per se costituita da
detriti e materiale minuto, è qui sepolta da una fitta vegetazione di
nocciolo, betulla, robinia, corniolo ed abeti che rendono questo tratto
di sentiero particolarmente suggestivo. Dopo un breve tratto attraversa
una valletta alimentata da una sorgente. Seguendo il segnavia CM 1 si
percorrono circa 2 km. sino ad incontrare nuovamente, nei pressi di
un'edicola la Provinciale fq. 550 m slm.). Discrete le presenze
faunistiche con frequenti segnalazioni di Capriolo e Cervo che lasciano
il segno del loro passaggio nel fango molle delle pozze o sulla
corteccia degli alberi. Roditori come lo Scoiattolo ed il Ghiro trovano
qui un habitat adatto a loro. Attraversata la provinciale si segue,
alzandosi leggermente, su una strada inizialmente asfaltata poi
sterrata, che fiancheggiando muri a secco ed attraversando boschetti di
nocciolo e maggiociondolo ci porta a ridosso dell'abitato di Esmate (q.
592 m slm.). Lo sguardo torna a spaziare sul lago e l'imponente
bastionata di Dolomia Norica che forma la corna del Trentapassi, che
nelle giornate di leggera foschia pare uscire direttamente dalle acque
cupe del Sebino. Dopo aver costeggiato alcune costruzioni ben recuperate
si ritorna sulla strada asfaltata nei pressi di un bivio. Deviando a
sinistra si ritorna verso l'abitato di Esmate. Dopo un nuovo
insediamento abitativo e prima della discesa, si prende uno stradello
sterrato sulla destra salendo verso le pendici del Monte (segnavia CM
1). Nei pressi di un bivio con una strada in cemento devia verso destra
su un sentiero pianeggiante immerso nel bosco e si prosegue sino ad
incrociare il Periplo del Monte Clemo (segnavia CM 9) che ci porterà
sino all'oratorio di San Rocco Incontrata la bella cappella, di recente
restaurata, la strada svolta sulla destra e si inerpica sulle pendici di
San Defendente. Attraverso boschi di betulla, roverella e pino strobo si
raggiunge la bellissima panoramica località di S. Defendente
caratterizzata dalla presenza di un Santuario. Lo sguardo da qui spazia
su tutta la Val Camonica, sul ghiacciaio dell'Adamello, sull'Alto Sebino
e su tutto il lago in generale, sino a spingersi sulle vette principali
e quelle Orobie. Appena sotto la chiesetta, all'ombra di noccioli e
roveri un'ampia zona attrezzata con tavoli ci permetterà di riposare e
prendere fiato. Qui noteremo immediatamente quanto sia cambiata la
natura del suolo. Stiamo infatti transitando su un terreno costituito da
affioramenti di Dolomia Principale, che caratterizza sia il Monte Clemo,
che avremo di spalle, sia la Colma di S.Defendente sulla quale stiamo
camminando.

La Dolomia Principale, depositatasi nel periodo Norico del Triassico
superiore, è costituita da una serie di dolomie e calcari dolomitici
caratterizzati dalla
classica colorazione grigio-scura, e stratificati in grosse lenti a
volte ricche di fossili. Nei pressi della chiesetta un'area panoramica
permette di rivolgere uno sguardo su tutto il fioramento geologico
citato che, partendo molto in alto, caratterizza il Monte Torrione,
sopra Bossico, il Monte Valtero, sopra Ceratello il Monte Cala, sopra
Lovere e scende lungo il Sebino formando le verticali pareti dell'Orrido
di Castro. Dalla sommità di S. Defendendente il sentiero, piegando sulla
sinistra, inizia a ridiscendere verso Solto Collina. Uno sterrato molto
panoramico ci conduce ai piedi della Colma sino ad incontrare una strada
Comunale asfaltata. Piegamo
ancora verso sinistra la percorreremo per qualche decina di metri poi a
destra portandoci verso la Località Furmignano, costituita da un gruppo
di vecchie case ben ristrutturate. Transiteremo in fronte ad una nuovo
insediamento residenziale e, nei pressi di una serra
noteremo l'inizio di una strada sterrata, appunto Via Furmignano che ci
costringerà a deviare verso sinistra. Inizia qui il tratto di
collegamento che ci riporterà verso il punto di partenza in Riva di
SoltoCi troviamo nella bellissima località Apostoli, un balcone naturale
sul Sebino cosparso da uliveti, e purtroppo anche da troppe costruzioni,
che ci permette ampi sguardi sul lago e sulle montagne che lo
racchiudono. La stradetta che percorriamo, in piano, è fiancheggiata da
noccioli, betulle e alberelli di maggiociondolo che la rendono
particolarmente suggestiva. Ad un bivio, procedendo verso destra si
scende verso Via Fradesco. Incontrate e superate alcune costruzioni si
incontra un bivio e si procede deviando sulla sinistra. Questa strada
molto ampia ed in leggera discesa, conduce ad una serie di edifici di
recente costruzione e dall'impatto ambientale non molto bello. Il
sentiero transita in alto, al di sopra dell'insediamento ed inizia a
scendere, in un vero e proprio bosco di nocciolo e carpino verso
l'abitato di Zorzino. Raggiunta la Provinciale per Riva, la si percorre
sino ad incontrare la Via Cimitero. Imboccatala, si supera il luogo
sacro e si procede sino ad incrociare l'anello di ritorno del percorso,
Riva di Solto. Tutta la zona appena attraversata è ricca di
particolarissime specie botaniche.
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